Parco
Nazionale del Gran Paradiso

Durata: 4 giorni

1giorno:
Arrivo
ed incontro con la guida. Visita guidata al Castello di Fenis
(ca. 1 ora). Pranzo libero. Trasferimento ad Aosta e visita
della città e dei suoi numerosi monumenti di epoca romana (Arco
d'Augusto, cinta muraria, anfiteatro). Sistemazione in hotel.
Cena e pernottamento.
2
giorno
Prima colazione ed incontro con le guide ambientali. Escursione a
piedi di un'intera giornata. Cestino pranzo nel Parco Nazionale
del Gran Paradiso. Durante la giornata sarà possibile approfondire
diverse tematiche a seconda dell'interesse del gruppo. Rientro
in hotel. Cena e pernottamento.
3.giorno
Colazione in hotel.
Escursione intera giornata a Vallone di Sort ed Alpe Chausettaz.
Pranzo a cestino. Rientro in hotel per cena e pernottamento.
4
giorno
Dopo la prima colazione, partenza per il rientro in sede.
la quota comprende:Sistemazione in hotel 3 stelle
in camere multiple con servizi privati Pasti indicati nel programma
Guida ambientale-escursionistica per intero soggiorno materiale
didattico

La quota non comprende: polizza assicurativa,
trasporto, bevande, ingressi, mance, eventuali cauzioni, extra
in genere e tutto quanto non previsto alla voce "la quota comprende" |
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Parchi Nazionali |
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Appunti di viaggio
Il Parco
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, primo parco nazionale
istituito in Italia, abbraccia un vasto territorio di alte montagne,
tra gli 800 metri dei fondovalle ed i 4061 metri della vetta
del Gran Paradiso. Le vicende del parco sono indissolubilmente
legate alla protezione dello stambecco. Già nel 1856 il re Vittorio
Emanuele II aveva dichiarato Riserva Reale di Caccia una parte
dell'attuale territorio del parco, salvando in questo modo dall'estinzione
lo stambecco che in quegli anni aveva ridotto la sua popolazione
a livelli allarmanti. Nel 1920 il re Vittorio Emanuele III donava
allo stato italiano i 2100 ettari della riserva di caccia, affinchè
vi creasse un parco nazionale. Due anni dopo venne istituito
il Parzo Nazionale del Gran Paradiso.
Fauna e Flora
Simbolo del parco, lo stambecco è piuttosto confidente e non
è difficile osservarlo al pascolo nei prati alpini. I maschi,
riconoscibili dalle lunghe corna ricurve, vivono in piccoli
gruppi, mentre le femmine, dalle corna più corte, ed i piccoli
formano branchi separati. Un simpatico roditore degli ambienti
montani è la marmotta, che con le forti unghie scava lunghe
gallerie nel terreno che le consentono di nascondersi all'arrivo
di un pericolo e di trascorrere l'inverno in letargo. Facile
da osservare è anche l'aquila reale. Simbolo della montanga,
la stella alpina è diffusa dai 1500 ai 3200 metri. Piuttosto
localizzata, questa pianta è caratterizzata da una soffice peluria
che ricopre il lato superiore delle foglie. Il giglio del monte
è stato scelto come simbolo per il giardino botanico Paradisia
di Valnontey (Cogne), un'esposizione all'aperto della flora
alpina.
il Patrimonio Culturale
Villaggi e alpeggi raccontano la lunga storia della civiltà
dei pastori. Popolazioni che per centinaia di anni sono vissute
autosufficienti su queste montagne, con frequenti contatti con
le genti oltralpe piuttosto che con le popolazioni della pianura.
Le abitazioni del versante piemontese sono costruite interamente
in pietra, mentre sul versante aostano si affianca il legno.
Il parco si prefigge anche di valorizzare il patrimonio culturale
della montagna e favorirne un certo sviluppo economico compatibile
con l'ambiente.

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